Published on13/09/2019by: redazione

WIS19, misurazione e partecipazione attiva per aumentare il valore sociale

Il valore sociale ha spesso un valore economico, ma non può prescindere da concetti come appartenenza, autostima, benessere, sensibilità, autodeterminazione. Proprio nell’equilibrio tra queste due dimensioni risiede il “valore complessivo” dell’impresa sociale. Al 17° Workshop sull’Impresa Sociale (WIS), organizzato da Iris Network a Riva del Garda il 12 e il 13 settembre, la ricercatrice Euricse Sara Depedri è intervenuta nella prima plenaria proponendo una riflessione su questo tema.

“Per evitare il rischio della deriva imprenditoriale – ha spiegato Depedri davanti a una platea di circa 300 persone – le imprese sociali devono aggiornare la propria mission inserendo elementi concreti di valore sociale, monitorabili e valutabili”. Questa necessità di misurazione si esprime a livello micro, guardando al benessere generato nei confronti del singolo, meso, in riferimento all’organizzazione, e macro, analizzando le ricadute per il territorio e la comunità.

Sara Depedri, ricercatrice Euricse, durante il suo intervento in plearia al WIS19

Portando esempi concreti dei tre livelli – dall’impatto per le famiglie, i lavoratori, al coinvolgimento della base sociale e alla composizione dei cda, per finire con l’importanza della rete –, la ricercatrice di Euricse ha indicato le strategie per far crescere il valore sociale. “Esso aumenta quando è condiviso, quando ci si relazione con la cittadinanza e quando si realizza l’analisi della domanda”, ha sottolineato. “Vanno quindi adottati strumenti e indicatori adeguati, si deve investire nella co-progettazione e nella partecipazione attiva e, ultimo ma non meno importante, vanno sfruttate le opportunità derivanti da obblighi quali la valutazione di impatto sociale”.

La sessione parallela curata da Sara Depedri e Carlo Borzaga

Nel pomeriggio, Depedri ha poi curato, assieme al presidente di Euricse, Carlo Borzaga, una sessione parallela sul valore del lavoro nell’impresa sociale “Non un gioco di parole ma fatti”, durante il quale alcuni protagonisti del nonprofit italiano hanno potuto presentare le bestpractices che migliorano la qualità dell’occupazione nelle loro realtà: le cooperative Cauto di Brescia, Panta Rei di Verona, Ergo di Treviso e Itaca di Pordenone, la fondazione Esodo di Verona e il consorzio Il Mosaico di Udine.

Carlo Borzaga, presidente di Eurisce, introduce la plenaria sulle radici della diseguaglianza

L’ultimo appuntamento della giornata di giovedì 12 settembre è stato con la plenaria introdotto da Carlo Borzaga e intitolata “Agire sulle radici economiche della diseguaglianza: il ruolo dell’impresa sociale”, con il keynote speech di Maurizio Franzini, professore di Politica economica all’Università La Sapienza di Roma.

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